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Rifiuti speciali ISPRA, calo del 2,1%, della produzione nel 2022 in Italia

Rifiuti speciali ISPRA, calo del 2,1%, della produzione nel 2022 in Italia
Foto @Depositphotos_231234926_S

A trainarlo il settore delle costruzioni e demolizioni, il 50% di quella complessiva.

Il 2022 per l’Italia è stato un anno difficile in seguito al conflitto in Ucraina che ha provocato la crisi energetica evidenziando un trend negativo per l’economia italiana che ha visto una riduzione nella produzione di rifiuti speciali rispetto al 2021.

Rifiuti speciali, la produzione totale nel 2022

Le attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale nel 2022 in Italia hanno generato complessivamente 161,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, registrando una diminuzione del 2,1%, equivalente a oltre 3,4 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2021 con una produzione di 164,8 milioni di tonnellate.

Il settore delle costruzioni e demolizioni vale da solo il 50% del totale dei rifiuti speciali.

A rilevarlo è l’ultimo Rapporto Rifiuti Speciali di ISPRA, giunto alla ventitreesima edizione, che evidenzia il settore delle costruzioni e demolizioni – con quasi 80,8 milioni di tonnellate – quello con la maggiore produzione totale di rifiuti speciali, concorrendo per il 50% alla produzione complessiva.

La tipologia di rifiuti, l’analisi

Rifiuti pericolosi e non pericolosi

I dati del rapporto rivelano che la maggior parte dei rifiuti è costituita da materiali non pericolosi, che rappresentano il 93,8% del totale, diminuendo comunque di 2,7 milioni di tonnellate (-1,8%). I Rifiuti pericolosi seguono la stessa tendenza, diminuendo di quasi 680 mila tonnellate (-6,4%).

Il dato complessivo vede i rifiuti speciali non pericolosi ammontare a 151,4 milioni di tonnellate e quelli pericolosi a quasi 10 milioni di tonnellate.

Ad incidere maggiormente sulla produzione dei rifiuti pericolosi è il settore manifatturiero con il 37,3%, corrispondente a 3,7 milioni di tonnellate.

Il peso del nord Italia

Ad evidenziare la maggior produzione di rifiuti speciali è il nord d’Italia con quasi 92,7 milioni di tonnellate. Prima della lista la Lombardia con 35,3 milioni di tonnellate seguita dal Centro che si attesta a 28,1 milioni con il Lazio capolista che produce quasi 11,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali.  Al Sud il valore di produzione è di 40,6 milioni di tonnellate

Gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti è una importante aspetto.  Il recupero di materia costituisce la quota predominante della gestione dei rifiuti speciali con il 72,2% (127,6 milioni di tonnellate), mentre le operazioni di smaltimento rappresentano il 14,9%. Lo smaltimento in discarica interessa circa 8,9 milioni di tonnellate di rifiuti (il 5% del totale gestito).

Il rapporto è completato con le informazioni su alcuni flussi di rifiuti che, per quantità o complessità, presentano le maggiori criticità gestionali: il quantitativo di rifiuti prodotti contenenti amianto (243 mila tonnellate) è in diminuzione rispetto al 2021 (-28,3%).

Riciclo e economia circolare

Per i veicoli fuori uso il reimpiego e riciclaggio sono complessivamente pari all’86%. Le tonnellate di pneumatici fuori uso gestite in Italia sono circa 520. I fanghi di depurazione delle acque reflue urbane presentano una contrazione di poco superiore alle 40 mila tonnellate rispetto al 2021. Il 79,8% dei rifiuti da costruzione e demolizione è stato riciclato. I rifiuti sanitari speciali rilevano un decremento superiore al 3% rispetto al 2021.

Photo Credit: Depositphotos.

Carlo Imperatore

Laureato in giurisprudenza indirizzo economico presso La Sapienza di Roma. Ha conseguito un Master in gestione risorse umane e relazioni industriali, diploma di specializzazione in diritto sindacale, del lavoro e della previdenza sociale. Professore aggiunto di Economia e politiche del lavoro, è componente della delegazione nazionale trattante per il rinnovo del ccnl Dirigenti Industria e Servizi. È stato nominato nella governance di Enti e Fondazioni pubblico-private, ha ricoperto il ruolo di Dirigente nel sistema confindustria ed in Enti di ricerca e formazione di rilevanza nazionale. Attualmente è Direttore generale di Federmanager Roma Lazio e Direttore accademico della Scuola di Tecnologia Abruzzo Green Academy dell’Aquila, dove è titolare dell’insegnamento di diritto del lavoro e organizzazione aziendale.
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