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Gaza, oggi la consegna dei corpi di 4 ostaggi. Netanyahu: “Niente cerimonie di Hamas”

(Adnkronos) –
Hamas consegnerà oggi
i corpi di quattro ostaggi in cambio di 602 detenuti palestinesi, che avrebbero dovuto essere liberati sabato scorso, nell’ambito dell’accordo sul cessate il fuoco. “Le Brigate Ezzedin al-Qassam hanno deciso di consegnare i corpi di quattro ostaggi questa sera”, ha affermato l’ala armata di Hamas, fornendo i nomi dei prigionieri. Le autorità israeliane devono ancora confermare i nomi. 

Al Jazeera ha riferito che il rilascio è previsto per stasera alle 23 (ora di Israele). Hamas dovrebbe consegnare i resti di Tsahi Idan, Ohad Yahalomi, Itzik Elgarat e Shlomo Mantzur. 

Hamas ha annunciato che l’ospedale europeo di Khan Yunis si sta preparando ad accogliere i detenuti palestinesi. Si prevede che arriveranno nella Striscia di Gaza tra le 22 e la mezzanotte di oggi.  

“La consegna dei quattro corpi” degli ostaggi israeliani “avverrà senza la presenza del pubblico per evitare” che Israele “trovi pretesti per rinvii o ostruzionismo”, ha poi detto all’agenzia Afp un esponente di Hamas coperto da anonimato, dopo quanto accaduto nelle scorse settimane nella Striscia di Gaza durante la liberazione di ostaggi e la consegna di salme di prigionieri nel quadro dell’attuazione della prima fase dell’accordo tra il gruppo e Israele per la tregua nell’enclave palestinese. 

L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che stasera Israele riceverà i corpi di quattro ostaggi provenienti da Gaza, senza alcuna cerimonia come quelle precedentemente organizzate da Hamas. “In conformità con le richieste israeliane, è stato raggiunto un accordo con i mediatori: i nostri quattro ostaggi caduti saranno restituiti stasera come parte della fase A (dell’accordo di cessate il fuoco), secondo una procedura concordata e senza cerimonie da parte di Hamas”, ha affermato l’ufficio di Netanyahu in una nota. 

 

Folla in strada intanto, nel centro di Israele, per assistere al passaggio del corteo funebre di Shiri, Ariel e Kfir Bibas, presi in ostaggio il 7 ottobre 2023 e uccisi durante la prigionia a Gaza. 

Persone con bandiere e cartelli si sono radunate a Ramat Gan, città situata alla periferia est di Tel Aviv, da cui sono partiti alcuni membri della famiglia. Successivamente, le bare sono state portate a Rishon Lezion, passando per Yavne, Ashdod e Ashkelon e raggiungendo infine il Consiglio regionale di Sha’ar HaNegev, vicino al confine con Gaza. A riferirne è il Times of Israel. 

“Abbiamo avviato il corteo funebre accompagnati da masse di israeliani. Vi vediamo e vi sentiamo, e siamo commossi, ci date forza”. Questa la dichiarazione che la famiglia Bibas ha rilasciato all’inizio del corteo. Il marito di Shiri e padre dei due piccoli Kfir e Ariel, Yarden, “si scusa per non essere potuto scendere ad abbracciare personalmente ognuno di voi”. “Desideriamo ardentemente il giorno in cui potremo di nuovo unirci in momenti di gioia piuttosto che di dolore”, si legge ancora nella dichiarazione citata dal Times of Israel.  

Ariel e Kfir Bibas “sono stati brutalmente assassinati” da Hamas. Israele ha lanciato l’accusa dopo la restituzione dei corpi dei due bambini il 21 febbraio scorso. Daniel Hagari, portavoce delle forze di difesa israeliane, aveva affermato che “i terroristi non hanno sparato ai due bimbi. Li hanno uccisi a mani nude”. Hagari – citato dai media locali – ha aggiunto che Israele ha condiviso quanto scoperto con i suoi alleati in tutto il mondo. 

In un messaggio trasmesso alla tv Hagari aveva spiegato che i fratelli Bibas “sono stati uccisi brutalmente in prigionia a Gaza durante le prime settimane della guerra da terroristi omicidi”. 

“Contrariamente alle bugie di Hamas, non sono stati uccisi in un attacco aereo. Il neonato Kfir e Ariel di quattro anni sono stati assassinati a sangue freddo. I terroristi non li hanno assassinati sparandogli, li hanno assassinati con le loro mani. In seguito, hanno commesso atti terribili per cercare di coprire le atrocità”, aveva aggiunto. 

Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha intanto pubblicato un lungo post su X dedicato ai Bibas: “Cari Yarden, care famiglie Bibas, Silverman e Sitton. Stiamo tutti piangendo con voi. Vi stiamo tutti abbracciando. Siamo tutti distrutti insieme a voi. Come presidente dello Stato di Israele, a nome dello Stato di Israele, chiedo il vostro perdono. Perdono per non aver adempiuto al nostro dovere. Perdono per non aver protetto i vostri cari in quel giorno buio. Perdono per non averli salvati, per non averli riportati a casa sani e salvi”, si legge. 

“Amati Shiri, Kfir e Ariel. Sappiate che dal giorno in cui ci siete stati strappati, non abbiamo mai smesso di pregare, aspettare, piangere, sperare contro ogni speranza, che sareste tornati da noi, vivi. Che insieme al coraggioso Yarden, che è tornato da noi così di recente dalla valle dell’ombra della morte, anche voi tornereste nella vostra bella, calorosa casa. Qui, ora, non ci sono parole che possano guarire i nostri cuori doloranti. Rifiutiamo di essere confortati”. 

L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha intanto annunciato che potrebbe partire per il Medio Oriente domenica per finalizzare la seconda fase del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, a seconda dei progressi che i negoziatori israeliani faranno nei prossimi giorni nei colloqui che si terranno a Doha o al Cairo. “Se i negoziati iniziali andranno bene, se stabiliremo i limiti e il quadro di ciò di cui vogliamo parlare, forse sarò in grado di andare domenica e concludere un accordo”, ha detto. “Questo è ciò che speriamo. Fase 2 sulla buona strada, rilascio di altri ostaggi. Pensiamo che sia una possibilità reale”. 

Sale intanto ad almeno sette il numero dei bambini morti a causa del freddo nella Striscia di Gaza. L’ultima vittima aveva meno di due mesi. Lo denunciano le autorità dell’enclave palestinese, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas ed è stata martoriata per mesi dalle operazioni militari israeliane scattate in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.  

“Il numero dei morti aumenta a sette dopo il decesso del neonato Sila Abdulqadir a causa dell’ondata di gelo”, ha detto il direttore generale del ministero della Salute di Gaza, Munir al Barsh, precisando che l’ultima delle piccole vittime aveva meno di due mesi. Al Barsh ha chiesto un “intervento urgente e immediato” da parte delle organizzazioni internazionali, secondo un comunicato diffuso via Facebook. “L’ondata di gelo ha provocato vittime ogni giorno, soprattutto fra i neonati, a causa della distruzione delle strutture sanitarie da parte dell’occupazione”, ha aggiunto. 

Le Forze di Difesa israeliane hanno intanto confermato di aver colpito “obiettivi militari” nel sud della Siria, compresi siti di stoccaggio di armi. “La presenza di mezzi e forze militari nella parte meridionale della Siria costituisce una minaccia per i cittadini dello Stato di Israele”, afferma l’esercito in una dichiarazione citata dal Times of Israel. “L’Idf – aggiunge – continuerà ad agire per rimuovere qualsiasi minaccia ai cittadini dello Stato di Israele”. 

AdnKronos

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