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Caramel, parte il progetto per trasformare le batterie esauste in litio e materiali strategici

Caramel, parte il progetto per trasformare le batterie esauste in litio e materiali strategici
Gruppo di ricerca di Caramel - Foto crediti @fonte Valerio Villa - UNIBS)

Caramel è finanziato dal bando FISA con 1 milione di euro.

Il progetto Caramel, sotto la guida di Elza Bontempi dell’Università di Brescia ha preso il via con l’obiettivo di trasformare le batterie esauste in una miniera di litio, cobalto e altri metalli strategici.

Caramel, acronimo di New Carbothermic Approaches to Recovery Critical Metals from Spent Lithium-Ion Batteries, è finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca con il bando FISA (Fondo Italiano per le Scienze Applicate) con un importo totale di 1.016.499.73 euro.

Il progetto CARAMEL, la procedura di estrazione

Il progetto CARAMEL per trasformare le batterie esauste in una miniera da cui estrarre litio, cobalto e altri elementi strategici si prefigge di sviluppare e utilizzare un forno a microonde innovativo che attraverso la particolare cottura, dia vita al processo di estrazione capace di recuperare il 90% di litio contenuto nelle batterie esauste, riducendo i consumi energetici del 50%. 

Caramel, parte il progetto per trasformare le batterie esauste in litio e materiali strategici
Lo schema del metodo usato con Caramel Foto credit @(fonte Bontempi)



Questa procedura in aggiunta elimina completamente l’uso di acidi inorganici commerciali, limitando così l’utilizzo di sostanze inquinanti.

Caramel, una volta implementato su scala industriale, permetterebbe all’Italia, povera di queste risorse, di essere meno dipendente dalle forniture dall’estero. Proprio la dipendenza dalle materie prime critiche, come il litio e il cobalto, accentua la vulnerabilità economica e geopolitica dell’Europa.

Come ha dichiarato Elza Bontempi, responsabile del progetto: “I risultati ottenuti finora dimostrano che è possibile coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, e allo stesso tempo contribuire alla creazione di un mercato nazionale per il riciclo delle batterie, attualmente carente in Italia”.

Per ridurre la necessità di nuove estrazioni minerarie e recuperare materiali strategici in un’ottica di economia circolare, il riciclo delle batterie è essenziale. Purtroppo l’assenza di infrastrutture adeguate al trattamento e la mancanza di soluzioni tecnologiche scalabili rappresentano una barriera che limita il potenziale di un’efficace gestione delle risorse.

Critical Raw Materials Act, la strategia

CARAMEL, nell’ambito del Critical Raw Materials Act, la strategia delineata dalla Commissione Europea che stabilisce come obiettivo quello di raggiungere entro il 2030 la capacità di ottenere dal riciclo almeno il 25% del fabbisogno continentale, potrebbe rappresentare una sfida in cui trovare una risposta.

Scalabilità della tecnologia, l’impianto pilota

I ricercatori dell’Università di Brescia nei prossimi tre anni mirano a progettare e realizzare un impianto pilota che sarà ottimizzato per questa innovativa tecnologia di recupero. Con il nuovo piano CARAMEL l’obiettivo è raggiungere la scalabilità della tecnologia a TRL 6, ossia un livello di maturità definita come ‘Tecnologia dimostrata in ambiente (industrialmente) rilevante’.

Riciclo delle batterie esauste, il futuro

L’Università di Brescia in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca tramite Caramel, mira a rinnovare radicalmente il settore del riciclo delle batterie esauste, offrendo, rispetto alle tecnologie oggi esistenti, una soluzione più efficiente, economica e sostenibile.

Un progetto che se avrà successo, potrebbe cambiare radicalmente la gestione dei materiali strategici per il prossimo futuro.

Il via del progetto è stato presentato in occasione dell’evento ‘Tecnologie circolari e sostenibili: innovazione per il futuro delle batterie e il recupero delle materie prime’ che si è svolto presso l’Università degli Studi di Brescia.

Germana Ferrante

Giornalista, Caporedattrice e responsabile della comunicazione per Green Planet News. Ha lavorato per molti anni nel mondo editoriale presso la A. Manzoni & C. S.p.a., storica concessionaria di pubblicità del Gruppo Editoriale L’Espresso. Svolge la professione di giornalista sulle tematiche ambientali e della sostenibilità online, settori che negli ultimi anni hanno avuto una crescita tale da acquisire importanza primaria. Tra le varie passioni ci sono la fotografia, i viaggi alla scoperta delle varie culture del mondo, gli animali pelosetti, la lettura e la cucina di cui intende portare avanti la tradizione con un pizzico di innovazione sul suo sito personale Mind Cucina e Gusto (www.mindcucinaegusto.com). g.ferrante@greenplanetnews.it.
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